BENESSERE SUL LAVORO: LA GESTIONE DEL TEMPO DEL MANAGER

time managementAlessandra dopo l’ennesimo master trova finalmente un lavoro potenzialmente stabile, si impegna quindi a non deludere le aspettative dei suoi colleghi cercando di imparare il più possibile e rendendosi sempre disponibile. Il suo impegno viene ricompensato e viene “stabilizzata”. Finito l’entusiasmo iniziale si accorge di lavorare molto rapidamente ed a volte superficialmente, spesso a casa continua a pensare al lavoro.

Ad Alessandra piace il suo lavoro quindi non le dispiace lavorare qualche volta da casa, tanto con le e-mail oramai sei sempre raggiungibile ed una volta che vedi la mail sul cellulare tanto vale accendere il pc.

Anche così però si rende conto di arrivare lunga alle scadenze (provocandole un po’ di ansia) e di continuare ad essere un po’ superficiale su certi aspetti lavorativi. Quasi senza accorgersene inizia a saltare qualche pausa pranzo e nelle riunioni cerca di “stringere” per tornare a chiudere le questioni aperte. Ovviamente inizia ad innervosirsi quando i colleghi le chiedono di prendere un caffè insieme o le consigliano di fermarsi un attimo.

Lei tira dritto e le soddisfazioni non si fanno attendere, le arriva una promozione con nuove responsabilità e tre persone da gestire! Ad Alessandra piace dare l’esempio quindi si impegna ancora di più aspettandosi lo stesso atteggiamento dai suoi collaboratori. Purtroppo però si innervosisce spesso perché i suoi collaboratori così gentili allinizio e di fronte a lei non si impegnano quanto lei si aspetta e spesso le tocca fare il lavoro anche al posto loro. Le riunioni diventano sempre più faticose ed inutili fra inutili recriminazioni ed incomprensioni continue. Ancora una volta Alessandra si butta a capofitto sul lavoro per recuperare le manchevolezze dei suoi collaboratori. Inizia a sentirsi stanca però e si chiede se ne vale la pena di lavorare così tanto visto i sacrifici che deve continuare a fare. Poi improvvisamente arriva una doccia gelata dopo anni di onorato servizio ed impegno i suoi superiori le dicono che le hanno dato troppe responsabilità e che quindi occorre trovare una soluzione di comune accordo……

 

La storia di Alessandra è abbastanza comune (esprime bene il principio di peter) e possiamo notare tanti errori commessi con le migliori intenzioni, prima di tutto cercheremo di capire insieme come mai succedono queste spirali nelle aziende dopo di che vi daremo dei consigli pratici ed applicabili per gestire meglio il tempo e prevenire quanto accaduto.

 

Alessandra, con le migliori intenzioni, ha da subito messo in campo soluzioni di breve termine che hanno risolto il problema immediato ma hanno messo le basi dei problemi futuri. Molto spesso quando siamo sotto stress e quando lavoriamo rapidamente tendiamo a prendere decisioni rapidamente pensando a “chiudere” piuttosto che a prevenire i problemi futuri. Inoltre quando siamo nella ruota del criceto siamo così impegnati a pedalare che non ci accorgiamo nè di quello che stiamo facendo nè di come possiamo migliorare il nostro lavoro.

 

Ora vediamo gli errori principali, tu quanti ne hai già individuati?

Ora prima di affrontare le best practice godetevi un classico del cinema (e dei corsi di formazione)

Cosa vi ha colpito del filmato?

Quali sono i comportamenti pratici del sign. Wolf che ci possono permettere di chiamarlo maestro nella gestione del tempo?

Pensaci prima di fare scroll con il mouse….:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  • ascolta il suo capo e si accerta di aver capito correttamente l’obiettivo da raggiungere
  • nonostante la fretta il sign wolf parla lentamente con una comunicazione chiara, e mantiene sempre il controllo di sè (quando alza la voce lo fa volontariamente)
  • appena arriva non parte in quarta ad urlare  ma prima di tutto verifica che le informazioni in suo possesso siano corrette, condivide l’obiettivo e l’importanza del raggiungimento dello stesso nei tempi stabiliti
  • stabilisce chiaramente i compiti ed il risultato atteso, da a tutti un compito (anche al padrone di casa nonostante)
  • fa una cosa alla volta e gli dedica la massima attenzione
  • controlla il risultato del lavoro eseguito
  • dedica tempo alla relazione con i suoi collaboratori (parla tranquillamente con il padrone di casa)
  • MA SOPRATTUTTO NON FA IL LAVORO DEGLI ALTRI 

“Il vero leader non è il più forte o il più bravo, ma è quello che aiuta gli altri ad essere più forti e più bravi.”  (massimo proietti)

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